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23.07.2016

Venerdi 22 luglio con “CO_CAMPUS, Progettare per il Campus - Workshop di mezza estate sulla rigenerazione collaborativa degli spazi sotto il ponte” coordinato da Paola Cannavò e da Erminia D’Alessandro del Diatic / Laboratorio UDLab dell’Unical, si è conclusa la lunga fase di lavoro iniziata nel seminario “il campus che parla”, nel 2014, nel laboratorio di Filosofia dei linguaggi del Dipartimento di Studi umanistici dell’Unical. Un lungo lavoro di analisi - e in parte di progettazione - sulla questione della toponomastica [mancante] e della segnaletica del campus Unical.

 Con gli studenti della laurea magistrale in Comunicazione e Tecnologie dell'Informazione e del corso di Laurea triennale in Comunicazione e Dams, abbiamo lavorato sull’analisi degli usi che del campus fanno i suoi abitanti, ma soprattutto delle sue mancanze e delle sue caratteristiche.

In particolare è emersa quasi totale assenza di nuclei-spazi significativi nel campus, a cui fare riferimento per i diversi usi e attività, sia dal punto di vista pratico, che simbolico.

In particolare è emersa la labilità e ambiguità dei sistemi di riferimento utilizzati per orientarsi nel campus, associata alla mancanza per molti degli spazi-luoghi, di un qualunque sistema di segni, di senso o identità, associati, anche in questo caso, a una totale mancanza di funzione, pure essendo spesso spazi molto connotati dal punto di vista della qualità architettonica.

In particolare sono stati identificati un certi numero di spazi-piazze sotto il ponte, alla quota dell’attacco del ponte a terra, particolarmente significativi dal punto di vista della qualità architettonica, inutilizzati o utilizzati esclusivamente come luoghi di passaggio.

È stato identificato in buona sostanza, un nucleo di problemi con evidenti implicazioni di tipo interdisciplinare: funzionali, tecniche, culturali, eccetera.

Da questo lungo lavoro è nata l’esperienza di Co-campus, il workshop aperto a tutti gli studenti del campus per la progettazione rigenerativa di questi spazi. Il workshop è peraltro un’attività propedeutica allo svolgimento di un analogo workshop a cui parteciperanno gli stessi studenti provenienti da 4 dipartimenti diversi dell’Unical, alla Biennale di Venezia nel padiglione Italia.

 Dunque, finalmente, il problema della qualità della progettazione nel campus è stato affrontato da un gruppo composito di studenti, finalmente da un punto di vista ampio, largo e metodologicamente rigoroso, e con un approccio progettuale allineato ai linguaggi più interessanti della progettazione contemporanea, da quella della segnaletica a quella degli spazi urbani.

Il lavoro da fare è ancora lungo, primo perché bisognerà trasformare le idee progettuali emerse in progetti di massima, e poi perché la resistenza, la diffidenza verso progetti davvero aperti e che provano ad attraversare le discipline, è fortissima.

La resistenza è si di tipo culturale, ma anche legata alla inerzia di un’organizzazione formale delle università italiane che costruisce ostacoli piuttosto che facilitare il dialogo.

Nel frattempo è stata avviata e realizzata la progettazione del sistema di segnaletica istituzionale che andrà presto a sostituire l’attuale e obsoleto sistema in uso.